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Volare alto?

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150 anni di unità d’Italia. A seconda di chi la guardi o di come la si guardi, tutto va bene. O tutto va male. Guelfi e ghibellini.

Intorno a me non vedo meno schifo e meno povertà di 5 anni fa, le promesse disilluse sono solo altra zavorra che tiene a terra questa mia nazione in cui essere giovani è un piccolo peccato da scontare con gli anni. Invecchiando, sarai qualcosa: per ora tieniti ‘sto stage, o ‘sto lavoro in gelateria e non lamentarti troppo che altrimenti ti tolgono anche quello.

150 anni, festeggiamenti all’orizzonte. Celebriamo giustamente il Tricolore e ciò che simboleggia, la speranza e la natura rigogliosa del Belpaese (il Verde), la religione cattolica e le Alpi innevate (il Bianco) e il sangue sparso per costituire l’Italia (il Rosso, già).

E mentre celebriamo quei simboli un po’ vetusti, non dimentichiamo che qualcuno tra noi è al Verde, va in Bianco e ha un conto in Rosso, come canta Caparezza. E già che ci siamo, celebriamo anche il Rosso come il sangue di Giorgiana Masi, il Bianco come la coca dentro i vostri nasi, il Verde come le mmh della Lega (lo canta Inoki).

Celebrare l’Unità d’Italia è giusto. Ricordarci che non è un paese perfetto è un dovere.

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Written by Pitrocchio

12 marzo 2011 a 15:21

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