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Racconti metrop(p)olitani – Puntata 01

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Ragazzo cingalese alla fermata dell’autobus, frequentatissima al mattino perché la più prossima alla stazione che porta i pendolari della provincia nord in città.

Con il treno delle 7.18 arrivano le segretarie, quelle che devono essere in ufficio prima di tutti e soprattutto del capo, ma poi – mezz’ora dopo – arrivano gli studenti, dell’Itis lì di fronte o di qualche altro istituto sparso per il quartiere. Un’orda, colorata e tutto sommato ordinata: almeno, lo è più della fila delle 8.18, quella composta dagli altri lavoratori dipendenti che si spintonano a vicenda per arrivare pochi secondi prima alla fermata del bus sperando (invano) in un colpo di fortuna, un autobus in attesa, semivuoto e caldo pronto a partire senza attendere il resto della folla.

E il ragazzo cingalese è lì. Sorride, sorride sempre: «Cazzo c’ha da ridere?», pensi e intanto prendi il giornale freepress che ti porge. «E dice pure grazie, manco fossi io a fargli un favore!». La pettorina arancione stacca sul suo viso pacioccoso, quasi da ragazzino anche se ha ormai 28 anni. Al tacchettìo veloce delle scarpe col tacco delle segretarie della prima ondata risponde con infornate di giornali freepress, che distribuisce copiosamente: «Grazzi», dice, «Buogiorno», esclama.

Ai ragazzi con zaino e i-Pod elargisce sorrisi ancora più ampi, e solite carrellate di freepress. Il ragazzo cingalese: una garanzia dodici mesi l’anno, cinque giorni su sette. E negli altri giorni? I pendolari non se lo domandano, perché il weekend col cavolo che prendono il treno.

Il ragazzo cingalese, con cappellino e sciarpa tranne che a giugno e a luglio, sorride e distribuisce giornali ai passanti, agli autisti degli autobus, agli automobilisti che suonano il clacson per richiamarlo – fermandosi a bordo strada intasando il traffico. E poi agli anziani, a cui nega due copie della freepress perché «Poi nienti per ialtri», ma sempre col sorriso.

Ragazzo congalese ad alto tasso di buon umore, o almeno di sorrisi. Il tuo, per molti, è il primo gesto amichevole, mentre per altri è l’unico della giornata. Per questo ti dico:  «Non andartene, non ancora».

Titolo: “Freepress, freesmile”.

Cosa sono i Racconti metrop(p)politani? Scoprilo!

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Written by Pitrocchio

7 novembre 2012 a 14:15

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