Pitrocchio on line

Un blog che parla di tutto e di niente, come se ce ne fosse davvero bisogno!

Quando il gioco si fa duro

leave a comment »

‘Quando il gioco si fa duro, i meme cominciano a giocare’. E allora giochiamo. Il Pd ci ha provato (riuscendoci) a catalizzare sul partito e sulle sue primarie l’attenzione di media, opinione pubblica e commentatori sparsi: i quali hanno rilanciato la trovata, parlandone, postandola sui social network o leggendo i commenti di giornali e blog.

La filosofia del meme non poteva avere migliore definizione.

Intanto, partiamo da una base comune (chi già ha capito di cosa parlo, salti al prossimo capoverso): l’immagine della discordia, una definizione di meme da Wikipedia e un resoconto giornalistico tratto dal Fatto Quotidiano.

L’iniziativa che è partita sul sito del Pd prima del confronto tra i candidati alle primarie mi è piaciuto. Oddio, ammetto che sulle prime ho pensato che qualcuno avesse crackato il sito, ma poi ho capito, riso e pensato: «Bravi», in quest’ordine. L’iniziativa politica non può prescindere dal web, che è una piazza come un’altra da cui parlare, più reale di quanto non si voglia ammettere spesso, ma per farlo bisogna adeguare il proprio linguaggio al medium che si usa: cosa me ne faccio di un contenuto politico serioso, pomposo, prolisso e di dimensioni pantagrueliche su internet? Chi lo leggerà? Anzi, chi aprirà quel contenuto?

Nessuno.

Invece, l’immagine con cui il Pd ha fatto del sano trolling ha centrato nel segno: comunica in un lampo, ironizza, si presta alla condivisione e alla diffusione. Fa parlare di sè senza mandare a quel paese nessuno, è efficace.

Una lezione da imparare dal successo del Movimento cinque stelle, credo, sta nella sapiente consapevolezza che Internet è uno strumento che può essere usato bene, male o essere ignorato: conoscerne i meccanismi, il linguaggio e la forza è fondamentale per comunicare con efficacia oggi, proprio come – venti anni fa o giù di lì – Berlusconi o chi per lui sapeva tutto o quasi della televisione. Non si tratta di cercare di mangiare il terreno a Grillo (di certo, non è questo il modo), ma di venire incontro agli elettori: molti di loro stanno aspettando da anni che avvenga.

Un ultimo pensiero per Renzi: rottamatore, accusatore,  giovanilista, censore (spera che non siano stati usati soldi pubblici, per quella ‘pagliacciata’). Renzi è un po’ disattento: è il web, bellezza, queste sono le sue regole e non ne puoi imporre di nuove come ai tempi dei giornali e delle tv. È finito il tempo della comunicazione uni-direzionale.

Un’ultima riga per citare le fonti e lo spunto per queste riflessioni: Giovanna Cosenza e Fabio Chiusi.

Annunci

Written by Pitrocchio

15 novembre 2012 a 13:39

Pubblicato su Reality

Tagged with , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: