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La resistibile tendenza a ricordare il passato

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La resistibile ascesa di Arturo Ui” è uno spettacolo teatrale scritto da Brecht negli anni ’40 che racconta in forma di farsa il periodo in cui il nazismo era un piccolo fenomeno marginale ed emarginato della politica tedesca, prima di entrare in una fase di ascesa che prendeva forza dalla debolezza circostante.

Lo spettacolo è recitato molto bene (e grazie, il protagonista è Umberto Orsini), dura molto ma è gradevole nonostante l’argomento. La Berlino pre-nazista diventa Chicago, Arturo Ui è Adolf Hitler e gli sgherri dell’aspirante gangster che in scena traffica in cavoli sono i sodali di Hitler nella vicenda politica del nazismo.

Secondo Brecht, l’ascesa del nazismo sarebbe stata resistibile e il prezzo da pagare sarebbe stato molto conveniente non solo in rapporto al costo (umano, economico, politico, sociale e così via) sborsato per la follia imperiale di Hitler e delle destre estrmiste europee. Resistere, senza scendere a compromessi con il futuro cancelliere nazista, senza illudersi di poterlo ‘usare’ a propri scopi, avrebbe richiesto unità politica dei partiti di sinistra (comunisti e socialisti valevano insieme quanto se non di più delle destre alle elezioni), unità sociale contro la povertà galoppante (la contrapposizione in blocchi di interesse non ha mai portato vantaggi economici) e un pizzico di solidarietà.

Col senno di poi è certamente facile sostenere questa ipotesi, ma i segnali per rendersi conto che quel partitucolo nazional-socialista portava germi pericolosi c’erano già tutti. E lo ricordava un uomo in esilio dalla Germania a pochi anni dall’ascesa del nazismo. Hitler avrebbe potuto essere fermato? La guerra, la Shoah avrebbero potute essere evitate?

Lo spettacolo messo in scena da Orsini racconta bene che il nazismo (e il fascismo, ovviamente) non è stato solo guerra, annessioni e campi di concentramento; è stato prima di tutto un fenomeno sociale e ancor più politico, nel senso che la politica vera ha (mal) pensato di poter cavalcare il malcontento popolare e il facile populismo. Corruzione, faciloneria, distanza dei palazzi dai problemi reali del popolo hanno spianato la strada altrimenti impercorribile a Hitler e ai suoi pari fanatici, in tutta Europa.

La resistibile ascesa di Ui/Hitler è stata facilitata dalle condizioni oggettive in cui essa è avvenuta. Se resistervi era possibile, non farlo è stato ancor più facile: ai nazisti è stato lasciato lo spazio per gettare semi nel terreno politico della Germania e, prima che tutti capissero davvero cosa stava accadendo, quel terreno è stato infestato da un’unica pianta che ha soppiantato, con la violenza o la persuasione, tutte le altre.

Per evitare che accadesse ciò che poi si è verificato col nazismo, allora, sarebbe stato necessario togliere spazio e respiro alle idee malsane che Hitler propugnava. Esattamente ciò che siamo chiamati a fare oggi, di fronte a ogni – seppur piccolo – tentativo di revisionismo storico sui fascismi vari: non dare spazio e ridurre al ridicolo i ‘nostalgici’.

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Written by Pitrocchio

4 febbraio 2013 a 11:00

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