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«Noi la crisi non la paghiamo (e forse nemmeno le tasse)»

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Le imprese, i politici, il futuro, gli imprenditori, le tasse, la crisi economica io canto.

Mi permetto di ricalcare il proemio dell’Ariosto pensando alla serata di ieri, in cui ho seguito un convegno di quattro associazioni di piccole imprese che hanno detto – in sostanza – «basta».

Ma basta a che cosa? Gettonatissima la politica: basta ai politici, basta al parlamento che non legifera, basta al parlamento bloccato dagli interessi personali «di uno solo» (e la persona che l’ha detto si è preso contestazione e grida contrariate, perché «Non vogliamo sentire i tuoi pensieri politici» e «Stasera niente politica!»), basta alle tasse, alla politica che non ci ascolta/non ci sente/non ci parla. Un po’ basta anche ai giornalisti, non sai mai se ti puoi fidare di loro. Basta alla Germania, alla Merkel, a Monti (però qui nessuno ha obiettato che si stava parlando di un politico). Insomma, va là, basta.

Qualcuno azzarda timide proposte, ma non è la serata giusta. Per i timidi. In molti urlano, alzano la voce, si tolgono la cravatta in preda a concitate riflessioni socio-politico-economiche. Lo fanno perlopiù mentre qualcun altro parla, espone un’idea che, anche se contestabile, non vien ascoltata fino alla fine. Proteste dalla platea mentre un politico locale prende il microfono ed esordisce con «Faccio impresa da 25 anni». Richieste espresse a gran voce, dietro la garanzia dell’anonimato offerto dalla informe massa di uditori: dietro l’invito ad andare a parlare al microfono, però, tutti zitti. La chiamano ‘democrazia dal basso’.

«Sindaco, abbassa l’Imu! Togli la Tares!» reclama qualcuno. Di primi cittadini, però, nemmeno il fantasma anche se ci sono degli assessori. Non basta. Perché? Perché basta con i politici che non ci sono.

Alla fine di due ore parlate pericolosamente («Dobbiamo fare la rivoluzione!»), lo spazio-proposta. «Rifiutiamoci di pagare le tasse, tutti insieme! – chiedono – Sciopero fiscale!». Sanno che in mezzo a loro ci sono i krumiri del fisco, dicono che non pagheranno e il giorno dopo vanno dal commercialista per saldare tutti i conti con lo Stato (tutti…diciamo: quelli che lo Stato vuole sentirsi dire). Perché, lo si è capito, l’urlo è “Basta tasse” e «Stavolta lo pretendiamo, perché è finito il tempo di chiedere».

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Written by Pitrocchio

19 aprile 2013 a 13:57

Pubblicato su Reality, Reality kills

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