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Il mio ricordo elettorale sul decaduto

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Non ho intenzione di ammorbarmi con giochi di parole, riflessioni o battute sulla decadenza di Berlusconi votata ieri. Voglio solo condividere un ricordo di un’elezione di qualche anno fa – la sua coalizione perse, lo ricordo benissimo – quando fui chiamato a fare lo scrutatore per le elezioni.

Si trattava di un ‘seggio volante’, essendo noi impegnati all’interno dell’ospedale. Ci muovevamo di reparto in reparto, andando dai degenti che avevano fatto richiesta di votare: dovrei approfondire questa tematica, una volta o l’altra. Forse l’altra. Insomma, eravamo in Chirurgia femminile, una donna anziana voleva esercitare il suo diritto. Le compagne di stanza erano immobilizzate, ergo era impossibile farle uscire. Una pareva morta, ma forse dormiva.

Espletati i doveri di riconoscimento, le porgemmo la scheda per votare e ci girammo dandole le spalle e facendo da cabina elettorale vivente per garantirle la segretezza del voto. Silenzio. Fruscìo della carta della scheda elettorale. Silenzio. «Votatemi a Berlusconi, non vedo, votatemi a Berlusconi», esclamava. Qualcuno immaginava di dover immolare la signora su un altare dedicato al Silvio da Arcore. Altri ridevano. La vecchia che sembrava morta riacquistò vita, colore e sentimento anti-berlusconiano. «Signora, deve votare da sola, se no è illegale», rispondevamo. «Ma che illegale, votatemi a Berlusconi, voi lo sapete, voglio Berlsuconi, votatemelo», erano le frasi che arrivavano dalla elettrice.

Minuti di trattative, poi un sospiro di trionfo: «Ecco, ecco. Berlusconi!», disse la signora. Forse l’estasi divina, un’apparizione – chi lo sa. Il paravento umano si ricompose. Stridore della matita sul comodino dei degenti, il segno nero a crocettare un simbolo elettorale. «Fatto! Ho votato…e Berlsuconi…Io voto sempre Berlusconi», ripeteva la signora contenta. La vecchia in stato di morte apparente tornò del colore delle lenzuola, non prima di rispondere: «E che ce ne importa?».

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Written by Pitrocchio

28 novembre 2013 a 12:17

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