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Il forcone in una mano, la bomba nell’altra

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A Torino è tornata la calma, almeno in apparenza, sul fronte forconista di cui tanto si è parlato. Muoversi in città non è più un problema e anche se in piazza Derna, l’accesso alla città dal lato nord, da dove partono le autostrade per Milano e Aosta, ci sono ancora un paio di gruppetti di manifestanti, il traffico è ragolare e non ci sono problemi di sorta.

Anzi, a dire la verità, in questi giorni di psicosi da forcone, i torinesi hanno preso poco la macchina, tanto che in molti momenti della giornata si filava che era un piacere su vari viali cittadini – manco fosse agosto. Una cosa buona del Movimento 9 dicembre è arrivata, insomma. Poi, però, mi resta un bel po’ di amaro in bocca quando ripenso a questi ultimi giorni e alla cronaca che li ha segnati. Tanti approfondimenti e molte interviste ancora non mi hanno chiarito alcuni punti oscuri. In questo l’informazione ha fallito, perché mi ha dato tanti interventi di commento, tra politici, sociologi e giornalisti, ma di fatti ne ho visti pochi.

Un’intervista interessante la pubblica ieri (il 13 dicembre) Repubblica: l’incontro è con il portavoce o leader dei forconi, agricoltore piemontese che ha due o tre idee sull’Italia e sul mondo e ama condividerle. Inondando città con proteste mescolate a deliri. Le sue risposte sono la sintesi delle ragioni per cui non ho la minima intenzione di solidarizzare con il movimento: il giusto mix tra protesta che si può legittimare di fronte a un malessere e tra paranoia complottista 2.0. Passare molto tempo su internet, ad Andrea Zunino, non ha fatto molto bene visto che è di nuovo qua a riproporci l’idea delle banche e degli ebrei che dominano il mondo, che condizionano i governi e i popoli e via discorrendo. «Non ho le prove», «Hitler era pazzo, però…». Ecco la farcitura del boccone complottista sdoganato dal Movimento 5 stelle: “L’ho letto su internet”, amen, così sia. Parole in libertà, condizionate dalle solite due o tre fregnacce da blog ‘contro’, riprese dalla credulità popolare che – magari – non ha capacità sufficienti in materia di literacy, numeracy o problem solving ma che sa tutto di signoraggio bancario, macro-economia e via dicendo. Attenzione, però: non sto dicendo che tutto va bene, che le banche non hanno alcun potere o che non esistano interessi occulti alle spalle di potentati politici. Dico solo che questa materia si chiama capitalismo, ca-pi-ta-li-smo. E che funziona così tanto in epoca di crisi che di crescita economica: ve ne accorgete solo ora, dell’ingiustiza del capitalismo? Finché c’era legna per scaldarsi e pance satolle tutto era giusto, tutto era bello: ma visto che ora le pance si sono svuotate, eccoli tutti a berciare contro il loro padre snaturato, il capitalismo che – guarda un po’? – non fa l’interesse di tutti, ma solo dei potentati economici, che accumulano denaro senza redistribuire ricchezza (mai provato ad assaggiare un capitolo o due di Karl Marx? Dell’ebreo Karl Marx? No? Allora tornate pure alle vostre bagatelle complottiste).

Eccola, la gente: «persone semplici», che vantano fedina penale pulita e siderale distanza dalla politica («Non ho mai avuto una tessera»). Passi l’apoliticità, ma perché delle “persone semplici” dovrebbero essere più titolate di un laureato, che so, in Economia a raccontarmi degli squilibri economici? Certo, magari quelle “persone semplici” hanno la partita Iva e sono in bilico tra anticipi di tasse da versare allo Stato e un conto in banca tendente al rosso; e, d’accordo, magari tra essi, nella loro semplicità, ci sono persone disperate e coperte di debiti con le finanziarie. Ma, domanda: a che titolo bloccate la vita di una comunità, le vie d’accesso a una città, l’attività economica di chi vi sta attorno? Vogliamo fare i complottisti? Benissimo, allora mi metto a sostenere, qui, che questi forconi, gente semplice, è al soldo di qualche multinazionale, o di qualche soggetto politico straniero: chi può impedirmi di pensarlo? Metterò in giro leggende metropolitane mescolate a fatti reali che ho visto legati ai forconi. Fight fire with fire.

No, non mi rappresenta questo popolo semplice di complottisti che ritiene di dove diffondere nel mondo verità memorizzate pedissequamente sul www, senza avere la benché minima base teorica-culturale su quanto va sostenendo. «I politici sono tutti uguali», e allora “Tutti a casa”, che a governare ci pensarà qualcun altro. Chi? Gli Elohim, forse? Le sirene di Tatiana Basilio? Papa Francesco? Zunino vuole «un governo provvisorio di solidarietà» – per carità, non un governo tecnico. E chi lo dovrebbe comporre? Chi lo legittimerà? Divertente che lo Zunino abbia specificato che «non vogliamo una giunta militare, anzi»: perché, qualcuno ha forse temuto che la presenza di fascisti ed estremisti di destra fosse una minaccia alla democrazia?

Diciamola tutta, una volta per tutte: i metodi fascisti conducono a risultati fascistissimi, e già l’Italia ne ha avuto esemplari prove dittatoriali qualche decennio fa. Pensate che si stava meglio all’epoca? D’accordo, allora: facciamo un patto. Rinunciate a internet, agli smart-phone e alle diavolerie tecnologiche, alla facilità di spostamenti tra una città e l’altra, alle automobili per tutti, rinunciate al diritto di esporre liberamente un pensiero, rinunciate alle tv di Berlusconi, alle magliette firmate e ai Rayban a goccia, rinunciate alla scuola laica, gratuita e obbligatoria per tutti. Rinunciate a tutto questo, e a tutto quello che vi fa essere così ‘nostalgici’ del ventennio fascista.

Rinuciatevi, e poi ne riparliamo.

 

Piazza Castello, Torino

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Written by Pitrocchio

14 dicembre 2013 a 12:24

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