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Una bufala si battezza in meno di mezz’ora

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Il social network azzera i tempi di diffusione di una notizia falsa. Ma chi la smaschera?

Non sono un grande fan di Facebook, né tantomeno di quei contenuti (in genere immagini recanti scritte in caratteri maiuscoli) che si accompagnano a esclamazioni tipo “Massima diffusione prego”, “Condividete la gente deve sapere” et similia. In linea di massima trovo soddisfazione nell’ignorare queste frasi, tali perentori inviti all’indignazione e alle successive e consequenziali richieste di sollevazione popolare in nome di “giustizia”, “verità”, “lotta alla casta” et similia.

Questa sera, invece, il messaggio allarmistico che avrebbe dovuto suscitare in me rabbia contro i politici ha acceso il secchione che alberga comodamente in me. E sono andato ad approfondire, come dovrebbe fare un qualunque povero cristo che vuole farsi una qualunque idea sul mondo in cui vive. Partiamo dall’inizio, ovvero dallo scandalo in questione: la legge Amato 338 del 2000. La conoscete? Io non la conoscevo. Per questo ho cercato su un motore di ricerca la legge in questione. Viene fuori che è la legge Finanziaria approvata a fine 2000 per il 2001 (abbisogni di una rinfrescatina sul periodo storico italiano? Wikipedia può darti una mano). È una legge importante: 158 articoli e sei allegati (credo. Su questi ho perso il conto).

Il solerte indignato che ha prodotto il messaggio da condividere sui social network ha giustamente pensato di riassumerne il contenuto per chi non fosse a conoscenza degli oscuri misteri contenuti nella suddetta legge. Testualmente, e al netto di grassetti, di maiuscole a caso, di punti esclamativi elargiti a profusione e di variazioni cromatiche insensate, l’allarme così recita:

«Secondo questa legge gli extracomunitari con carta di soggiorno possono richiedere all’Inps la pensione per i propri genitori o parenti con più di 65 anni anche se abitano all’estero! Anche se non sono mai stati in Italia! Anche se non hanno mai versato un contributo allo Stato italiano!»

Chiaro e succinto: per fare di meglio avrebbe dovuto affermare “pensioni a cani e porci“, compensando il calo del numero di parole con manciate di punti esclamativi. Ma non basta:

«Immigrati senza diritti ricevono una pensione di 550€ al mese e non hanno mai versato un soldo in Italia! Mentre i pensionati italiani che hanno pagato una vita, se la sognano una pensione del genere!»

Dopo 484 caratteri (il conteggio, spazi inclusi, lo ha fatto il word processor) e 25 punti esclamativi (il conto l’ho fatto io, prendetelo col beneficio del dubbio), la chiusa con l’invito finale:

«È vostro dovere far conoscere questa vergogna! Diffondete!»

Altri cinque punti esclamativi esaltano il valore drammatico del dispaccio dalla resistenza.

Ora, la butto lì, con 2 milioni di immigrati in Italia, 550 euro al mese farebbe all’anno 13.200.000.000. In euro. Considerato che, secondo l’Istat, gli stranieri in Italia al 1° gennaio 2013 erano 4.387.721, il calcolo restituisce questa cifra: 28.958.958.600. Poco meno di 29 miliardi di euro che servirebbero, per i complottisti, a pagare una pensione a ciascun genitore o comunque parente ultra-65enne degli immigrati residenti in Italia con permesso di soggiorno. Per fare un paragone, la Finanziaria 2011, valeva 5,7 miliardi di euro: meno di un quarto di quanto – secondo i resistenti abbeverati alla sacra fonte della Verità – l’Italia darebbe ai genitori degli immigrati in Italia.

Cifre che, secondo me, flirtano con la follia e cozzano con la logica razionale di cui dovremmo tutti essere equipaggiati. Abbandonando la matematica per darmi alla lettura delle fonti – mon dieu! Le fonti! – entro nella legge 338 del 2000 che, al comma 19 dell’articolo 80, recita:

«Ai sensi dell’articolo 41 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, l’assegno sociale e le provvidenze economiche che costituiscono diritti soggettivi in base alla legislazione vigente in materia di servizi sociali sono concesse alle condizioni previste dalla legislazione medesima, agli stranieri che siano titolari di carta di soggiorno; per le altre prestazioni e servizi sociali l’equiparazione con i cittadini italiani è consentita a favore degli stranieri che siano almeno titolari di permesso di soggiorno di durata non inferiore ad un anno»

Ovvero: se uno straniero con permesso di soggiorno si trova nelle condizioni di richiedere e ricevere un assegno sociale (la vecchia pensione sociale), potrà riceverlo al pari di un cittadino italiano. E questo perché? Sulla base dell’articolo 41 citato all’inizio e che, a sua volta, recita:

«Gli stranieri titolari della carta di soggiorno o di permesso di soggiorno di durata non inferiore ad un anno, nonché i minori iscritti nella loro carta di soggiorno o nel loro permesso di soggiorno, sono equiparati ai cittadini italiani ai fini della fruizione delle provvidenze e delle prestazioni, anche economiche, di assistenza sociale, incluse quelle previste per coloro che sono affetti da morbo di Hansen o da tubercolosi, per i sordomuti, per i ciechi civili, per gli invalidi civili e per gli indigenti»

In sintesi, che già ho scritto troppo: lo Stato italiano riconosce il diritto all’assistenza sociale ai cittadini italiani e agli stranieri regolari, che hanno il permesso di soggiorno (e che dunque lavorano in Italia e qui pagano le tasse), estendendo il diritto anche ai figli minorenni di questi ultimi, purché denunciati nel permesso di soggiorno. Altro che prebende ai parenti o genitori che vivono all’estero. Altro che vergogna.

Un’ultima considerazione, un po’ populista forse: il tempo per condividere una notizia farlocca non supera la trentina di secondi. Il tempo per informarsi spazia dai cinque ai venti minuti, tanto per rimanere sul superficiale.

Ne vale la pena? Per qualcuno, forse, no.

Piccolo bonus, l’immagine tratta da Facebook.

Conoscete la legge Amato 338 del 2000? Secondo questa legge gli extracomunitari con carta di soggiorno possono richiedere all’Inps la pensione per i propri genitori o parenti con più di 65 anni anche se abitano all’estero! Anche se non sono mai stati in Italia! Anche se non hanno mai versato un contributo allo Stato italiano!!!!! Immigrati senza diritti ricevono una pensione di 550€ al mese e non hanno mai versato un soldo in Italia!!!!!!!!!!! Mentre i pensionati italiani che hanno pagato una vita, se la sognano una pensione del genere! È vostro dovere far conoscere questa vergogna!!!! Diffondete!

Il testo condiviso sui principali social network

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Written by Pitrocchio

20 agosto 2014 a 01:26

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