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Scommettificio Italia. Come si vince la ludopatia?

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Studiare la Statistica, unica cura al dilagare del gioco d’azzardo patologico

Dell’ipocrita doppiezza dello Stato, fra gioco d’azzardo e ludopatia, si è già detto e scritto molto. E non ha senso tornare a parlare di quanto strabica sia la volontà di curare le malattie psicologiche legate all’eccesso di scommesse mentre si pubblicizza un’enorme quantità di giochi, spesso disponbili 24 ore su 24.

L’altro giorno ho avuto bisogno di caricare il cellulare, operazione che in genere svolgo online. Ma trovandomi in giro ed essendo già in debito verso la Tim di qualche centesimo di euro, sono andato in tabaccheria per un rifornimento credito. Numero, soldi, ricevuta. Tutto regolare. Poi la signora mi allunga un altro foglio. Intestazione: “Apri qui il tuo gioco online. Per te fino a 25 euro di bonus“.

Tra i clienti che chiedono ricariche telefoniche ci sono anche, questo è sicuro, minorenni. Ai quali un gestore accorto, magari, non rifila il bonus marchiato Sisal. Ma magari il gestore non è accorto, oppure scambia un minore per un neo-diciottenne, oppure – semplicemente – se ne frega e gli dà la pubblicità. Tanto, è solo una pubblicità in più del gioco d’azzardo che non farà più danni di quelle che si vedono in televisione. E poi c’è sempre il controllo sull’accesso al gioco d’azzardo che dovrebbe essere interdetto ai minorenni.

La questione, in realtà, è culturale. Il gioco d’azzardo è sdoganato, è onnipresente, fa parte della vita normale: qualche anno fa i ‘videopoker’ erano il male assoluto, oggi che hanno cambiato nome e sono detti ‘slot-machine’ va tutto bene. La scommessa è un prodotto come un altro, che si vende e che conosce meno crisi di altri prodotti.

Vietare l’apertura di nuove sale slot servirà a qualcosa? Secondo me, produrrà lo stesso esito della voce fuori campo negli spot tv che ti raccomanda di giocare senza esagerare. Inutile e risibile obbligo. Ho detto che la questione è culturale. E con la cultura andrebbe risolta. Al posto di problemi matematici astratti, sottoponiamo agli alunni delle scuole superiori delle classi prime e delle seconde (quando ancora c’è l’obbligo scolastico) dei problemi di statistica.

Spieghiamo loro come si calcola la probabilità di vittoria e abituiamoli a confrontare questa probabilità con quella di essere colpiti da un meteorite: magari qualcuno lo convinciamo a non giocare d’azzardo.

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Written by Pitrocchio

25 marzo 2015 a 09:36

Pubblicato su Reality

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